DuckMa al WWDC17

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Quest’anno sono stato alla WWDC17 di Apple, la Worldwide Developers Conference tenutasi a San José sul palco del McEnery Convention Center. Le aspettative erano grandi (lo sono sempre!) e alla fine sono stato molto soddisfatto da tutta l’esperienza.

WWDC 17

Non intendo fare un resoconto esaustivo della conferenza, ma lascia che ti illustri le tre cose tecnologiche che più mi hanno impressionato (le più fighe insomma):

  1. AR Kit segna la svolta di Apple verso la realtà aumentata. È una strada che le big hanno già intrapreso e, nonostante Apple sia quella arrivata più tardi, è quella che ha fatto il passo più decisivo: finora le soluzioni erano caratterizzate da software di basso livello o dall’adozione di supporti multicamera per percepire la profondità dell’ambiente circostante via hardware; con questo SDK, Apple permette di svolgere lo stesso lavoro, in maniera eccellente, via software!
  2. Il supporto alle eGPU (Unità di Computazione Grafica Esterna) che è possibile aggiungere al proprio Mac, grazie al nuovo Mac OS X High Sierra, per avere più potenza di calcolo. Molto interessante perché durante la WWDC17 Apple ha annunciato anche un development kit per gli sviluppatori già pronto per creare progetti di realtà virtuale in anteprima. Apple e i vari competitor stanno decisamente puntando alla VR, questo secondo me è un segnale chiaro: nel giro di 3-5 anni vedremo i classici smartphone sostituiti da (o mutati in) device wearable con supporto AI/AR/VR che ci permetteranno di semplificare l’utilizzo della tecnologia e di renderla
    più immersiva
    .
  3. iOS 11 sta diventando sempre più un sistema operativo orientato al desktop, per esempio hanno integrato il supporto ad AR Kit e aggiunto la funzionalità di drag & drop. Ora un iPad pro è uno strumento di lavoro che si avvicina pericolosamente al Surface di Microsoft.

E adesso tre cose fighe non tecnologiche:

WWDC 17

  1. La community: ricordo il forte impatto dei community manager al Google I/O: ancor prima di partire tutto era molto ben organizzato e il network tra i partecipanti era già instaurato; questo mi è sempre sembrato il modo migliore di procedere. Al WWDC17 non è stato così, e all’inizio mi è sembrato strano. Comunque da buoni italiani noi ci siamo organizzati in autonomia e alla fine siamo anche riusciti a trovarci per una fantastica cena.
  2. La disponibilità degli ingegneri Apple: la conferenza era studiata per gli sviluppatori e tutto aveva un tono molto informale: potevi chiedere aiuto o un suggerimento per la tua app e sul tuo codice, chiedere quali migliorie apportare, un consiglio sul lancio della tua nuova app e così via.
  3. L’accoglienza: il sistema user centrico di “coccolamento” in tipico stile Apple, dalla stampa del badge a quando avevi a che fare con il personale, tutti erano cordiali proprio come quando vai in un Apple Store.

WWDC 17

Discorso a parte merita il cibo che… un momento, ora che ci penso era (forse) lo stesso del Google I/O. Che strano, che sia l’indizio di una futura partnership fra i due colossi?

Ops, forse non dovevo dirlo! (Suvvia, si scherza!)

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